Tecnica&Teoria

Perché scegliere i pedali automatici nella Mtb? Vantaggi e svantaggi rispetto ai Flat

Se per quanto riguarda le bici da strada non c’è assolutamente nessun dubbio in merito, in campo mtb la scelta del tipo di pedali è alquanto controversa e personale. Flat o Spd? Massima libertà o maggior controllo e spinta?

Per dirla tutta, però, c’è da prendere in considerazione anche un altro aspetto: la disciplina che si svolge. Ovvero, DH ed Enduro vanno più verso la scelta dei Flat, mentre Cross Country e All Mountain vedono predominare i pedali automatici. C’è un altro fattore di influenza nella scelta: l’età. Sissignori, le nuove generazioni preferiscono i Flat, più moderni, più alla moda; generazioni più anziane, invece, si affidano ad un pedale ormai collaudato e conosciuto, quello automatico. Io personalmente per la mia bici da Enduro non transigo: Flat, ovviamente. Ma vedo comunque in giro persone che nel tempo hanno cambiato stile per passare agli automatici. Perché?

Leggi anche – Mtb pedals: clipless vs. flat

I pedali automatici hanno ormai una storia più che trentennale: furono inventati dalla Look nel 1984, ed il loro palcoscenico mondiale fu il Tour di quell’anno. Ma storia a parte, quali sono i vantaggi che mi dovrebbero portare a cambiare un’abitudine ormai consolidata e cambiare il mio stile di guida della mtb?

Il primo vantaggio dei pedali automatici rispetto a quelli Flat è la spinta: con i primi posso sviluppare una spinta praticamente a 360° durante la pedalata, visto che la scarpa (e con essa il piede) rimane attaccata continuamente al pedale. Sia che spinga verso il basso, sia nella fase di risalita della pedivella posso andare a forzare il movimento sul pedale generando quella spinta che mi serve per far muovere la bici. Questo con i Flat non accade, perché la scarpa trova contatto col pedale tramite i pin sulla piattaforma, che certo non agganciano la suola nella fase di risalita della pedalata.

Il secondo vantaggio, derivante dal primo, è che avere i piedi ben saldi sui pedali automatici evita che il piede scappi all’improvviso dal pedale; fatto che causa spesso lesioni dovute a botte involontarie, ad esempio, di caviglia o stinco sul pedale stesso. Capita a volte che, perdendo il controllo del pedale, questo vada a sbattere con i pin sullo stinco, provocando lesioni e ferite. Con i pedali automatici questo non accade, visto che gli unici modi per staccare il piede sono o volontariamente o quando si cade. Mai durante la pedalata o quando ci troviamo a correre giù per una discesa, tra salti, sassi e sconnessioni varie.

Terzo vantaggio degli automatici rispetto ai Flat è che permettono di aggiustare in maniera pressoché perfetta la posizione del piede sul pedale, e con esso di migliorare anche quella di guida sulla bici. Apparte una miglior spinta, tutto il corpo ne trae beneficio, perché si evitano lesioni che altrimenti sarebbero naturali, vista una postura errata sulla sella.

Vantaggi e, ovviamente, anche svantaggi. Il primo è che avere i piedi “legati” ai pedali non permette reazioni improvvise e rapide, ad esempio, quando stiamo perdendo l’equilibrio in sella alla nostra bici. I Flat permettono di spostare immediatamente almeno un piede verso terra, per controbilanciare la mancanza di equilibrio, o di appoggiarlo proprio sul terreno per evitare una caduta. I pedali automatici non lo permettono, quindi serve più esperienza e maggio maestria per guidare con questi.

Poi c’è il fattore scarpe: detto che anche i Flat vogliono scarpe apposite – con suole studiate ad hoc per aggrapparsi ai pin – le calzature specifiche che servono per i pedali automatici hanno come inconveniente quello di costare di più, per via della suola, a volte in carbonio, e delle tacchette e loro supporto.

Tacchette che, e qui veniamo al terzo svantaggio, vogliono una certa manutenzione lungo il tempo di utilizzo, così come i pedali automatici, decisamente più complessi rispetto ai Flat che non sono altro che una piattaforma con dei chiodini. Gli automatici hanno un meccanismo di aggancio/sgancio che, se non manutenuto nel tempo, può creare inconvenienti e malfunzionare, facendo perdere tutti quei vantaggi che in condizioni normali apporta alla pedalata.

Detta la teoria, la cosa migliore è comunque sempre quella di passare alla pratica; provare sul campo è il modo migliore per scoprire quale delle due scelte fa al caso nostro.

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