Tecnica&Teoria

Quando cambiare la sella della bici? Consigli utili per rispondere ad una domanda non così scontata

Come fare a sapere quando è il momento di cambiare la sella alla nostra bici? La sostituzione di questo importantissimo componente non è solo una questione estetica, come molti sono portati a pensare. Pedalare su una sella vecchia, deformata o sdrucita può provocare conseguenze serie sul nostro fisico. Perché infondo il legame tra noi e la bici è proprio la sella. E da lì parte tutto.

Se la sella subisce un impatto, allora è il momento di darle un’occhiata. Dopo un incidente o una caduta bisogna sempre mettere sotto la lente d’ingrandimento l nostra bici; per verificare che tutto sia a posto. Anche la sella, ovviamente, merita questo trattamento. Un’occhiata veloce in superficie può bastare, un pò più approfondita sotto è meglio.

I binari, soprattutto, possono piegarsi e quelli in carbonio possono lesionarsi in seguito ad un urto, non per forza violento. E se un binario si sposta o si piega cambia il suo modo di lavorare. La nostra posizione in sella, di conseguenza, cambia con lui ed il nostro corpo è costretto ad adeguarsi, con possibili conseguenza su schiena e ginocchia.

Anche la parte superiore della sella, quella per intenderci dove si appoggia il sedere, deve essere integra. Questo per garantire sempre il massimo sostegno e confort al ciclista, nonché il corretto supporto del peso. Proprio la parte superiore dopo un impatto deve rimanere nella stessa posizione di prima, altrimenti bisogna procedere col cambio della sella.

Imbottitura e rivestimento: se quest’ultimo cede, quando abraso o strappato, l’acqua, l’umidità ed il sudore si possono insinuare all’interno della sella, compromettendo l’imbottitura. Ma il rivestimento si degrada anche per via del tempo e dell’utilizzo. Quindi è più che normale che dopo una manciata di anni sia ormai andato.

C’è chi afferma che una sella ha una vita utili di 10 anni. Un pò troppi, sia che si pedali costantemente per più volte alla settimana, sia che le uscite si riducano ad una manciata al mese. E se poi la bici rimane ferma, peggio ancora.

E quindi, se tutto fila liscio quando sostituire la sella? I professionisti lo fanno ogni 10mila km, più o meno quindi ogni tre mesi. I chilometri salgono a 15-20mila se si parla dei dilettanti. Soglie che indicano il naturale degrado di prestazione dei vari componenti di una sella media. Ma questo per quanto riguarda i ciclisti su strada.

Per chi pratica mtb le cose stanno leggermente in maniera diversa: i pantaloni lunghi o i pantaloncini larghi che usualmente si utilizzano nella pratica della mtb influiscono maggiormente sull’usura del rivestimento della sella. In più le cadute sono più frequenti in mtb che su strada, quindi il momento di una sella nuova arriva prima.

C’è da considerare, poi, un altro fattore: le selle con le punte separate o inclinate sono soggette ad inclinarsi nel tempo. Per questo vogliono controlli più serrati sulla loro posizione. Se siamo in presenza di due punte separate, con una livella controlliamo che siano alla stessa altezza.

C’è poi un controllo generale che si può fare anche ogni volta che si esce in bici: tastare con mano l’imbottitura, per sentire se ci sono indurimenti che non c’erano in precedenza. I moderno materiali usati per le imbottiture delle selle garantiscono una lunga durata, ma non certo eterna. E poi, se infiltra l’acqua (come detto sopra), le loro proprietà possono cambiare. Comunque, se si trova qualche punto dell’imbottitura più duro rispetto al resto, allora è il momento di cambiare la sella.

Ma la sella la si può anche cercare di preservare, in modo da allungarne la vita utile, o comunque evitare di accorciargliela. Il suo posizionamento rispetto a bici e reggisella è infatti importantissimo. Posizionarla nella maniera corretta evita infatti che si deformi e si indebolisca con l’uso. Se ad esempio è messa troppo indietro, porterà il ciclista ad assumere una posizione più avanzata, mettendo così la maggior parte del peso proprio nel mezzo della sella, col rischio di deformazioni in quel punto specifico (trasformandola nella cosiddetta sella da cavallo).

La biomeccanica, quindi, diventa quasi indispensabile per una corretta regolazione della sella, che poi porta ad una perfetta posizione del ciclista in bici.

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