Tecnica&Teoria

La bici come miglior antidoto alle giornate no

Ci sono giorni nei quali ci sentiamo nervosi; problemi sul lavoro, problemi in famiglia, le brutte condizioni meteo continue e lo stress sale, sale fino quasi a farci scoppiare. Cosa fare allora? Guardare un bel film, leggere un buon libro, fiondarsi sul pc in cerca di qualcosa da comprare online o meglio, vestirsi, tirare fuori la bici e farsi una bella sgambata? Direi che quest’ultima opzione è decisamente la migliore. Strada o mtb che sia, niente c’è di meglio al mondo che l’attività fisica, scaricarsi sudando, usando i muscoli, affaticandosi ben bene per gettare fuori il negativo che si ha dentro riconvertendolo in qualcosa di decisamente più sano. Che fa bene al corpo e alla mente.

Una bella discesa stile Enduro, una bella scalata su asfalto fa pensare ad altro, concentra il cervello su cose distanti anni luce dalla solita routine. In alcuni casi aiuta anche a pensare, a fare chiarezza, a trovare soluzioni. E concilia il sonno, che a sera arriva subito e meglio.

La bici è un toccasana se si vuole rilassare la testa, sgombrarla dalle stupidaggini per concentrarsi su noi stessi e, perché no, anche sullo splendido ambiente che ci circonda. La natura concilia con sé stessi e col mondo. E poi si è sempre detto che il ciclismo è una vera palestra che aiuta nell’affrontare la vita ed i problemi, perché fortifica l’essere umano, lo costringe a misurarsi con sé stesso e andare oltre i propri limiti, magari scoprendone di nuovi ed inaspettati.

Per questo quando ci troviamo con la mente attanagliata dai pensieri, meglio darci un bel taglio netto ed uscire. Poi certo, al rientro quegli stessi problemi sono lì che ci attendono, certamente; quelli non sono cambiati. Ma siamo noi ad essere un pò diversi, è il nostro atteggiamento nei loro confronti che si è modificato. Magari tra un tornante e l’altro, tra un salto e l’altro abbiamo trovato il modo migliore per affrontarli. Poi si vedrà se saremo stati in grado di superarli o meno. L’importante non è poi quello. L’importante è affrontarli come meglio si può. Come una scalata a quella vetta che tanto temevamo, o come quella discesa che ci faceva paura perché ripidissima e che poi, una volta fatta, si scopre essere solo un piccolo ostacolo sulla nostra strada. E anche quando le difficoltà sono tante e difficili, una volta al traguardo si è sempre fieri di noi stessi per aver saputo andarci in contro a testa alta.

La bici come palestra di vita. L’aria aperta come medicina alla chiusura dei pensieri opprimenti. Uscire, uscire fuori, pedalare e faticare. E porsi obiettivi, mettersi nell’ottica che qualsiasi traguardo può essere raggiunto. Con costanza e passione. Nel ciclismo come nella vita.

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