Tecnica&Teoria

Tre semplici trucchi per affrontare al meglio una salita senza essere degli scalatori

Le salite sono per molti la parte più bella e interessante di un’uscita in bici, soprattutto su strada. La salita è una sfida, anche con sé stessi. Ma non per tutti è così, non per tutti affrontare una salita in genere è un piacere; anzi. E discorso che vale per chiunque, per fare le salite ci vuole allenamento. Ma si può migliorare in salita senza per forza allenarsi per dei mesi?

Prima di tutto c’è da precisare una cosa: affrontare una salita, magari lunga e dalle pendenze serie, è una questione soprattutto di testa. Prima ancora delle gambe viene la nostra capacità di saper resistere alla stanchezza, alla sofferenza, al tempo e ai metri che sembrano non passare mai. Poi, ovvio, viene anche l’allenamento, la capacità personale, le proprie caratteristiche fisiche e via dicendo. Ovvio, non si può migliorare in salita dall’oggi al domani, ma qualche piccolo trucco che aiuta ad uscire da una situazione “tragica”, comunque, c’è.

Uno, il ritmo. Appena la strada comincia a salire è importantissimo riuscire a prendere un proprio ritmo, quello che permette di affrontare l’ascesa né troppo lentamente né in maniera repentina, perché poi dopo l’allegria iniziale la si va a pagare cara. Un minimo di pratica serve, ma trovare la cadenza di pedalata ideale non è impossibile, anche senza l’ausilio di mezzi tecnologici. Basta affrontare la stessa salita un paio di volte per cominciare a capire quanto il nostro corpo può spingersi in là senza collassare a metà tragitto. Poi, nel tempo, si può anche andare ad aumentare la cadenza o la potenza, per salire più rapidamente: ma all’inizio concentriamoci sul ritmo ideale, e la salita sarà meno una sofferenza.

Due, la posizione in sella. Bello vedere il ciclista alzarsi sui pedali e scattare: ma quei pochi secondi col sedere alto dalla sella sono momenti nei quali le gambe, comunque, vanno a soffrire maggiormente, perché lo sforzo fisico raddoppia o triplica rispetto ad una posizione seduta. Per questo, soprattutto all’inizio e per tutti coloro che non sono proprio avvezzi, in salita è bene mantenersi sulla sella, mandando più in là nel tempo velleità di emulazione verso i grandi scalatori. Ed è proprio la posizione da seduti che aiuterà nel trovare e mantenere la cadenza ideale di cui sopra.

Tre, la testa. Come anticipato inizialmente, il fattore psicologico è il più importante quando si affronta una salita. Intanto bisogna cominciare prendendola con filosofia: la salita c’è e va affrontata, punto. Poi bisogna avere calma, anche quando gli altri passano avanti e ci staccano noi dobbiamo continuare ad ascoltare quello che ci dice il nostro corpo, assecondandolo e non strapazzandolo. Guardare appena davanti alla nostra ruota, poi, aiuta a far passare più velocemente quegli interminabili drizzoni che solo con uno sguardo furtivo affossano anche i più temerari. Inoltre, dividere la salita in piccoli settori equivale a spezzettare la fatica in tanti piccoli obiettivi che, una volta portati a termine, danno quella bella sensazione di appagamento che aiuta ad andare avanti verso il prossimo traguardo.

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