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CycleWing: è possibile sfruttare il vento in bici con una vela?

Di idee ognuno di noi ne ha mille. Tra queste ce ne sono alcune buone, altre, la maggiorparte, molto meno. Chi va in bici sa che il vento è un fattore determinante, può essere un valido alleato come un odioso nemico durante le pedalate. Di schiena aiuta, di faccia contrasta, e quando è laterale destabilizza. Ma si può in qualche modo sfruttare il vento, portandolo sempre a nostra favore anche in bici?

Beh, qualcuno ha avuto la malsana idea di provarci. E quale strumento migliore se non una vela? Un’idea apparsa su Kickstarter, la piattaforma di crowdfunding più conosciuta al mondo; il progetto si chiama CycleWing, e mira a trovare i finanziamenti per mettere in produzione questa “vela per bici” che non pare proprio la genialata del secolo.

Dei 66.000€ che servirebbero al progetto, al momento ne sono stati raccolti appena 1.000€, segno che anche il web non crede nelle possibilità di CycleWing. E come farlo? Con tutta la buona volontà come si può credere di riuscire a sfruttare il vento con una vela piantata in coda alla bici? Oddio, tutto si può, ma il gioco vale la candela?

CycleWing va posizionata su un portapacchi da attaccare posteriormente alla bici – quindi, in pratica, la si può sfruttare su quasi tutte le bici in produzione. Il problema, anzi, i problemi, sono però altri: uno, l’aggravio di peso del portapacchi e della vela e, due, il fatto che la vela stessa, una volta aperta, la si direziona tramite un comando a distanza posto sul manubrio.

Ora, conoscendo la variabilità del vento, è impensabile credere che un ciclista, impegnato a pedalare, a durare fatica, a tenere sott’occhio la strada (pericolosa), il traffico e via dicendo, possa anche mettersi ad osservare e sentire il vento, azionando il comando della vela ogni volta che una raffica lo colpisce. Senza considerare il fatto che quando il vento arriva di traverso, la situazione si fa decisamente pericolosa se non affrontata tempestivamente.

Insomma, quella di CycleWing sulla carta potrebbe anche essere un’idea valida; ma appunto, solo sulla carta. All’atto pratico è una perdita di tempo, di denaro e soprattutto un rischio inutile della vita una volta montata sulla bici. In più, se proprio dovesse andare in porto, nella remotissima possibilità, avrebbe un costo spropositato all’acquisto: 441€. Ma chi la comprerebbe mai!

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