Tecnica&Teoria

3T Strada: quanto vale l’1x su asfalto?

La trasmissione monocorona mi ha sempre affascinato. Dalla Mtb al Gravel l’ho trovata immediatamente bella, pulita, semplice, lineare, immediata. E non solo per chi si avvicina al mondo della bici, ma anche chi ormai mastica pedali da una vita l’immediatezza dei gruppi 1x, la mancanza dei salti di catena a cui prestare attenzione, sono stati una trovata davvero geniale. Dalla Mtb al Gravel, ripeto. Perché in altri ambiti (leggasi strada), la monocorona non è affatto una genialata; anzi.

Le bici aero, sono sincero, non mi hanno mai attirato. Sono più un tipo da salita, le scalate mi emozionano enormemente di più, quella fatica per andare a due all’ora la trovo più appagante. Questione di gusti, ovvio. Però, quando improvvisamente vidi al Tour quella 3T che per la prima volta montava una trasmissione 1x, con quel “padellone” solitario là davanti, devo ammettere che mi ha stuzzicato la fantasia.

Non posso non ammettere la bellezza di quelle linee, la fluidità dell’insieme; come non si può non avvalorare i 400 grammi risparmiati sul peso totale della bici – per inciso la 3T Strada – grazie all’abbandono di guaina e cavo, deragliatore anteriore, seconda corona e l’uso di una guarnitura più leggera perché più semplice. In una bici aero, eliminare qualcosa la rende, effettivamente, ancor più aerodinamica e penetrante all’aria. Ma quando a venir meno è qualcosa di necessario? I vantaggi ripagano delle mancanze che si vengono a creare?

Bella sì, ma funzionale proprio no. E la dimostrazione è arrivata direttamente da casa 3T, che poco dopo ha praticamente abbandonato l’idea del monocorona su strada per tornare ad un più adeguato, consolidato e comprovato 2x. Lasciando il mono al mondo Gravel, col modello Exploro.

La mia mtb ha il mono; e a chiunque mi chieda cosa comprare rispondo assolutamente una trasmissione 1x. Però bisogna essere sinceri e realisti: il mono non sarà mai come una doppia. Una trasmissione 2×10 sarà sempre infinitamente migliore di una 1×12 o 1×13. Sempre. Perché il range di velocità è maggiore; con una 2×10, o 2×11, si ha sempre il rapporto giusto al momento giusto. Se scelte corone e pignoni adeguati al nostro allenamento, mai ci troveremo a chiedere un dente in più o uno in meno in una data situazione. Apparte nelle salite impossibili (ma quello è il campo delle nuove e-bike).

Ecco qual’è il vero problema. La rapportatura. Che un’ottima trasmissione monocorona non avrà mai nei confronti di una doppia. Ma dico di più, non avrà mai in generale. Poi ci si accontenta, si frulla anche quando non ce n’è bisogno o si spinge un rapporto un pò troppo duro per noi “ma tant’è, mi faccio la gamba!”. Ma questo lo si può dire in ambito Mtb o Gravel, dove le cose che contano sono altre, non tanto il dente in più o in meno che avremmo potuto avere.

Su strada le cose sono differenti. Quel dente fa comodo, serve e fa la differenza. Per questo, su asfalto, viva la doppia.

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