Tecnica&Teoria

Come prendersi cura della bici: il lavaggio

Avete una mezz’oretta di tempo a disposizione? Bene, allora è il caso di occuparsi della pulizia della vostra bici. Un’operazione che non appassiona molti, ma decisamente importante, che può, anzi, allunga la vita del mezzo. Che si tratti di mtb o di road bike il discorso non cambia: fango, polvere, pioggia, lo stesso olio e grasso che viene dall’asfalto sono i maggiori nemici della vostra bicicletta in generale, dei suoi componenti in particolare. Cuscinetti, o-ring, guarnizioni e via dicendo “moriranno” prima se non adeguatamente puliti e lubrificati. Ed in quel caso, per scansare qualche lavaggio, ci si rimette di meccanico e quattrini. Quindi, armatevi di santa pazienza, prendetelo come un momento per riflettere e gettatevi fra acqua e sapone. La vostra bici vi ringrazierà.

Ma quali sono gli strumenti necessari per una buona pulizia? Partiamo dall’ovvio, ovvero l’acqua. Scontata, è vero: ma non così scontato  è sapere che l’acqua in pressione può danneggiare guarnizioni ed o-ring. Ecco perché è da preferirsi l’acqua a pressione del rubinetto. Basta attaccare un tubo ed aprire, dosare lo schizzo col dito – o in alternativa utilizzare uno spruzzatore da giardinaggio – ed il gioco è fatto. Esistono anche idropulitrici apposite, che spruzzano l’acqua ad una pressione solo leggermente superiore a quella normale di rubinetto; sono un’ottima soluzione, ma costicchiano.

Solo con l’acqua, però, non si ottiene gran ché. Vero, ecco perché bisogna sempre affidarsi a prodotti specifici per la pulizia che ci aiutino nel lavoro preliminare di “sgrassatura”, per sciogliere fango e morchia accumulatisi nel tempo e nelle uscite. Poi spazzole e pennelli per arrivare ovunque; ed infine aria compressa o un panno in microfibra per l’asciugatura finale.

Una volta pronti gli attrezzi del mestiere si passa all’operazione vera e propria: prima di tutto conviene spruzzare il prodotto sgrassante su tutta la bici. Telaio, ruote e componenti vari senza differenza alcuna. Ovviamente va lasciato agire qualche minuto poi tocca all’olio di gomito. Partire sempre dalla trasmissione che va pulita alla perfezione se si vuole tenere lontana l’officina meccanica del negozio di fiducia. Corone, pignoni e catena devono tornare come nuovi: sgrassati, puliti con l’aiuto di uno spazzolino a setole dure ed asciugati bene vanno poi lubrificati (una volta terminata la pulizia dell’intera bici) se non si vuole che prendano la patina di ruggine subito dopo una giornata al riposo.

Poi si può passare alle ruote che vanno smontate dalla bicicletta per lavorarci meglio. Una bella spazzola ed una spugna col sapone possono bastare per far risplendere i cerchi. Infine si passa al telaio, sul quale ha agito lo sgrassatore apposito. Una prima sciacquata per levare il grosso, una seconda passata con spazzole e sapone e poi il risciacquo finale.

Ora serve l’aria, un bel getto d’aria compressa per asciugare il tutto, levare anche le più piccole gocce d’acqua da qualsiasi interstizio. Non avete un compressore? Pazienza, qualche minuto in più di lavoro ma si può ottenere un ottimo risultato anche col panno in microfibra.

Questo il principio di base sulla pulizia: ma ci sono errori che è meglio evitare se non si vuole rischiare di compromettere comunque bici e componenti anche senza volerlo. Il più grosso che si può commettere è quello di affidarsi a prodotti generici per la pulizia (come ad esempio gli sgrassatori per vestiti o lavelli) o a vecchi rimedi buoni per motori di trattori o moto, meno per le parti decisamente più delicate di una moderna bicicletta (come la nafta che qualcuno utilizza per la pulizia di pacco pignoni, catena e corone). Infine non cadete sui lubrificanti delle macchine da cucire: non fraintendete, sono ottimi prodotti che lubrificano alla perfezione. Peccato che sono talmente oleosi che anche dopo settimane di utilizzo continuerete a trovarvi imbrattati dagli schizzi provenienti dalla vostra trasmissione.

Qualcuno poi si potrà chiedere come sistemare la bici per una corretta e più agevole pulizia. In questo senso libertà alla fantasia: cavalletto da officina, muro sul quale appoggiare la bici, la stessa bicicletta a testa in giù sul giardino o su un pavimento. Fate pure come preferite. Nell’ultimo caso, però, abbiate l’accortezza di mettere un giornale o un panno tra la base di appoggio e sella e manubrio della bicicletta, in modo da non rischiare alcun graffio o quello sporco nascosto che si può intrufolare nei comandi del cambio, nelle manopole e così via.

Abitate in un condominio? Qui la cosa si fa più complicata, perché se non si dispone comunque di un posto dove poter lavare la bici allora non rimane altro che un lavaggio per auto (stando attenti ai getti d’acqua troppo forti) o l’officina meccanica di fiducia, che spesso offre anche il servizio di lavaggio e lubrificazione. Partirà qualche soldo in più ma il risultato sarà garantito.

Quindi, ricapitolando: per un corretto lavaggio della bici servono gli attrezzi giusti, i prodotti giusti, tanta pazienza e ricordarsi sempre di terminare il tutto con la lubrificazione della trasmissione. E la vostra cara bici, che sia da strada o da fuoristrada, sarà così pronta per altre uscite, senza riservarvi sorprese sgradite ed improvvise. Anche al vostro portafogli.

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