Tecnica&Teoria

Corone ovali: cosa sono e come funzionano

Tempo di Tour de France, tempo di Sky (inteso come team), Froome e quelle riprese che ogni tanto vengono proposte sulle corone ovali che il keniano bianco usa abitualmente montare sulla sua Pinarello. Una tendenza personale che non ha propriamente fatto scuola tra gli appassionati, anche se c’è chi ha provato a montare tali corone; ma con risultati controversi. Vediamo di fare un po’ di chiarezza su cosa sono, come funzionano, vantaggi e svantaggi che portano nella pedalata.

Le corone ovali sono, come dice il nome stesso, corone per la guarnitura di forma ovalizzata invece che rotonda. La finalità è quella di sfruttare al massimo l’efficenza della pedalata; per questo la particolarità delle corone ovali sta nel fatto che ad un numero reale di denti presenti sulla corona fa fronte un numero virtuale che dipende dalla posizione della corona stessa durante il giro di pedale. Per farla semplice, un piatto ovale di 30 denti sarà di 32 nel momento dei massima spinta e di 28 nel momento di recupero all’interno di un ciclo di pedalata.

Questo in linea generale. La Rotor, ad esempio, produce corone ovali che danno la possibilità, grazie all’ancoraggio mobile delle viti, di posizionarle nel punto che ognuno ritiene più favorevole alla sua pedalata. Perché non tutti spingiamo e rilasciamo l’azione sul pedale nello stesso modo e nei medesimo punti.

I punti di forza di una corona ovale sta nell’ottimizzazione della pedalata e della cadenza della stessa nei confronti di una corona tradizionale. In più sono perfettamente compatibili con i sistema di trasmissione tradizionale, per questo chiunque può montarli sulla propria bici senza dover per forza cambiare altri componenti. L’installazione è semplice e rapida e l’offerta è varia ed i prezzi non si discostano molto da quelli delle normali corone circolari.

Per contro c’è un’oscillazione notevolmente maggiore della catena e, nei sistemi a doppia corona, c’è da prestare molta attenzione alla regolazione del deragliatore anteriore.

La prima volta che si prova una corona ovale si rimane spiazzati dal movimento che la stessa traduce alle gambe. Ma presa la debita confidenza è decisamente migliore rispetto ad una corona tradizionale. Soprattutto se si tratta di sistemi monocorona, tipo mtb e ciclocross.

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