Mtb

News: Production Privée Shan N°5, All Mountain in acciaio

Mtb ed acciaio, un binomio tornato di prepotenza per quanto riguarda le front, dove l’elasticità di questo materiale nobile (ma decaduto) aiuta in fatto di confort sulle piccole asperità, su qualche trail più tranquillo, oltre a donare quel fascino di passato perduto che tanto va di moda in questi anni. Ma se decidessi di comprarmi una full in acciaio? Dite che è una pazzia, forse, ma l’oggetto in questione esiste, è bello che pronto e non viene neanche da troppo lontano.

Dal Principato di Andorra, per la precisione; nome, Shan N°5, come quel profumo là (almeno lo ricorda). È l’ultima provocazione della Production Privée, che produce bici un po’ di nicchia ma dai costi comunque abbordabili. E che in questo caso è voluta andare decisamente contro corrente. Alla base della scelta dell’acciaio per la costruzione del telaio della Shan N°5 – con tubazioni triple-butted made in Japan – stanno proprio le caratteristiche del materiale, robusto, resistente alla fatica ed elastico. Più di alluminio, più del carbonio. E soprattutto nel caso dell’elasticità, questa donerebbe il giusto grado di flessione al telaio che garantirebbe al biker un buon assorbimento delle microasperità ad alta frequenza.

Ma oltre alla caratteristiche principale, che non può non balzare immediatamente all’occhio, la Shan N°5 è una All Mountain – con 150mm e 140mm di escursione rispettivamente all’anteriore ed al posteriore – dalle spiccate doti discesistiche, almeno all’apparenza. Merito di una geometria bassa ed allungata dell’insieme, con un interasse di 1220mm, un movimento centrale basso, a 340mm, un angolo sella parecchio verticale ed un angolo di sterzo di 65.6°, quasi da DH.

Numeri che contano il giusto, ma che sembrano ancor più marcati se si guarda la Shan N°5 di profilo. Per via delle tubazioni, sottili sottili, la bici sembra ancor più schiacciata di quanto non sia già di suo. Un bell’aspetto, comunque, che le dona quell’eleganza che forse manca nelle bici moderne, più tozze per via di telai in alluminio o carbonio.

Bellezza che però si paga in fatto di peso: 15.3kg dichiarati senza pedali, con un telaio che già di per sé supera i 3 chilogrammi e mezzo. Poi, se si vuole essere pignoli, c’é il passaggio dei cavi esterno, l’attacco per il portaborraccia sotto l’obliquo appena sopra il movimento centrale (non il massimo per l’igiene) e tanti altri piccoli aspetti che lasciano intendere come la Shan N°5 sia più che altro una bici pronta all’uso, pratica e che non bada certo alle apparenze.

In attesa di una prova, quello che vien da pensare è di una bici non facile da tirare su in salita, meglio in discesa, di facile manutenzione e di un buon grado di personalizzazione. Basti dire che già sul sito di Production Privée c’è l’interessante opzione che consente di acquistare telaio, sospensioni, ruote, reggisella telescopico e manubrio per poi scegliere fra le varie opzioni per quanto riguarda freni, sella e gruppo, che si sa essere quei particolari che più di ogni altro si legano ad ogni biker.

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