Usato sicuro

Usato sicuro: Scott Solace 10 Disc

La Scott Solace 10 Disc, anno 2016, è una endurance bike. Sulla carta costruita per le lunghe distanze, pedalando in scioltezza, senza affaticamenti vari a schiena, braccia, collo. La geometria leggermente “sloppata” del tubo superiore ne è un’indizio, così come la posizione del manubrio, rialzata rispetto a bici più race, e gli steli del carro posteriore fini, di forma quasi ogivale. C’è poi un bell’impianto frenante a disco, Shimano BR-RS805 Hyd Disc 160/F and 160/Rmm SM-RT99 CL Rotor a completare un quadro di sicurezza per stare fuori tutto il giorno, per dedicarsi a quelle pedalate più lunghe del normale, magari anche ad un cicloturismo leggero.

Il telaio della Solace 10 è in carbonio, leggero, anche se la bici nel complesso non è proprio un peso piuma: leggermente oltre gli 8 chili. Colpa dei cerchi Syncros RP2.0 Disc 24 Front / 24 Rear, che anche se un po’ pesantucci, offrono resistenza e sicurezza nelle frenate e sulle sconnessioni delle strade extraurbane. Nelle quali il punto di forza della Solace 10 sono senza dubbio gli pneumatici da 28”, confortevoli al punto giusto tanto da smorzare benissimo buche e buchette sull’asfalto più di quanto non faccia il telaio.

Telaio – in carbonio HMF / IMP Carbon technology / Road Comfort geometry / INT BB – dal quale mi aspettavo, sinceramente, qualcosina di più in fatto di confort di marcia. Alla fin della fiera la Solace 10 si rivela un tantino rigida nel complesso; scattante nelle ripartenze, agile in salita, sicura nelle curve anche a velocità elevata ma sotto la media nell’ammortizzare le rughe delle strade.

La posizione in sella è buona, il giusto compromesso tra la scomodità massima di una race, con schiena e spalle bassissime che cercano la miglior aerodinamicità, e l’acuta rilassatezza di bici più tranquille nelle quali il busto sta molto alto e rilassato. Sulla Solace 10 si pedala bene, scorrendo via nei “drizzoni” senza troppa fatica, ma facendo agevolmente anche svariati chilometri senza che il dorso ne risenta in maniera esagerata. Insomma, la giornata intera la si trascorre molto bene.

Un usato di buona qualità, sul quale ancora ci si può buttare, scegliendola come una prima bici “di lusso”, ma non estrema. E se poi nel tempo, tenendola, si volesse migliorarla, ruote in primis e guarnitura poi sono certamente da cambiare. Quest’ultima infatti (Shimano FC – RS500 Compact Hyperdrive) è al di sotto del il livello – buono – generale della bici e del resto del gruppo, che annovera comandi Shimano ST-RS685 Disc Dual control 22 Speed e cambio e deragliatore rispettivamente Shimano Ultegra RD-6800-GS 22 Speed e Shimano Ultegra FD-6800. Che, fra l’altro, hanno un’ottima rapportatura, con la compatta davanti ed il pignone massimo da 30 denti dietro.

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