Road

Test: Scott Addict 20 Disc

Un mio conoscente ne è fiero proprietario da un annetto. Dopo averla vista, rivista, pensata e ripensate ho deciso di provarla. Per un giorno intero è divenuta la mia compagna, e ci siamo fatti una bella sgambata nel mugellese, tra drizzoni piani e salite non male, senza farci scappare qualche bella discesa per mettere alla prova soprattutto una cosa: la tecnologia del freno a disco.

Mutuato dalle mtb, il disco sta prendendo sempre più campo anche nel mondo delle road bike. L’Uci lo ha ormai ammesso anche in campo pro, nei negozi è un fiorire di modelli col nuovo tipo di frenata e gli amatori stanno sempre più abbandonando il consueto per il futuro. Come il mio amico, e come ho deciso di fare io – anche se per un giorno soltanto.

Mi studio questa Addict, modello 20 Disc; telaio in carbonio, una geometria corsaiola, mid compact davanti, 11-28 come cassetta alla ruota posteriore. Due bei “gommoni” da 28 montati di serie e i dischi al posto dei conosciutissimi caliper.

Via per la mia strada, in sella noto subito una posizione distesa, ma comoda. Si comincia sul piano, anzi, un falso piano; dove la Addict fila via bene, ma non scorre poi come mi aspettavo. Ma conosco il colpevole, anzi i colpevoli: i copertoni da 28, già provati, quindi conosciuti. Meglio quelli da 25, che monto abitualmente sulla mia bici, che garantiscono un’ottima scorrevolezza insieme ad un buonissimo assorbimento delle asperità dell’asfalto.

Poco male, questione di minuzie. La Addict passa bene sulle strade tra Vicchio e Borgo San Lorenzo. Poi sale, e va sul terreno a lei prediletto. La salita è ciò per la quale è stata progettata; per via delle sue geometrie, per via del peso, poco superiore agli 8 Kg. Questa Scott Addict 20 Disc è scattante, risponde bene agli strappi, permette il totale passaggio della potenza dalle gambe alla trasmissione, via fino alle ruote sull’asfalto. Il rapporto da 36 davanti aiuta a risparmiare le gambe anche nei tratti più duri, mentre il 52 garantisce un’ottima spinta in discesa. Che è dove voglio tirare, metterla alla frusta, testare l’impianto idraulico Shimano BR-RS805, con dischi da 160 sia all’anteriore che al posteriore.

Nella testa niente di nuovo. Me ne avevano già parlato, io in prima persona conosco già il tipo di frenata che permette e garantisce il disco idraulico. Però, abituato a trovarlo nella mtb, su strada, su una bici da strada la sensazione è quella di qualcosa di davvero nuovo. Si stacca più tardi, si pinza più forte, si va più sul sicuro, si va più forti. Per non parlare poi della sicurezza extra che il disco garantisce sul bagnato (sul quale, ahimé, non ho avuto modo di provarlo).

Nel complesso questa Scott Addict 20 Disc mi è parsa una buona bici. Perfetta per chi ama le salite, anche quelle più toste; un po’ meno per chi, come me, preferisce le lunghe giornate in sella, magari anche il cicloturismo, terreno nel quale la Addict non eccelle, per comodità e per scorrevolezza dei gommoni da 28. Infine, promosso a pieni voti il disco idraulico.

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