Test: Santa Cruz Hightower Lt

Nel mondo delle mtb da enduro, Santa Cruz è sicuramente il nome che al momento va per la maggiore. E la Hightower Lt promette faville, anche nelle vendite. Perché è bella, agile, veloce, anche versatile. E’ una sorta di mini-Dh in discesa, ma anche una trail quando siamo costretti a salire. E’ giocosa, sicura, e permette di faticare “il giusto” grazie alla sua caratteristica principale: un’escursione da 150 abbinata alle ruote da 29”.

Il telaio della Hightower Lt è un misto tra perfezione e limiti: nasce con una geometria comodissima, ma quella è, non esiste possibilità di modifica. E’ bello, ben rifinito, costruito da manuale, ma ci sono delle pecche, come il passaggio esterno del tubo del freno posteriore. La pecca peggiore, però, quella che proprio infastidisce durante e dopo l’uso, riguarda il link posteriore che muovendosi in alto durante l’escursione crea uno spazio nel quale è facile si insinui qualche sassolino. Che oltre a rovinare la verniciatura, rischia di creare danni (alla lunga) anche allo stesso link. E per un telaio che nuovo costa 3599€, scusate, ma non è proprio una cosuccia da poco.

In generale, il baricentro della Hightower Lt è basso, il che le conferisce un’agilità senza eguali, per una 29er, nei cambi di direzione. Da qui il comportamento da mini-Dh in discesa. Caratteristica resa possibile anche grazie alla lunghezza – o forse è meglio dire “cortezza” – del carro posteriore, che misura soli 438 mm. Il tutto si traduce in agilità, appunto, ma anche in rigidità. Ma agilità e rigidezza vogliono dire anche divertimento senza l’obbligo di cercare dislivelli esagerati. La Hightower Lt, infatti, impenna facile. Anche in uscita di curva. Basta un colpo di pedale, e la sempre buona remata di reni, ed il gioco è fatto.

Insomma, con la Hightower Lt si può osare, senza troppe paure. E si può spingere, tanto ci sono protezioni varie che fanno egregiamente il loro lavoro, evitando di rovinare anzi tempo il bellissimo telaio: la prima di queste protezioni, la più vistosa, è posta sul fodero basso, come batticatena; ce n’è un’altra sul fodero alto, sempre lato catena; infine, ormai divenuta consuetudine, c’è quella, adesiva, sotto l tubo obliquo.

Per finire, la versione Cc, ovvero quella che ho avuto il privilegio di testare, è una chicca veramente: un pregiato telaio di soli 2,67 chili – in carbonio, ovviamente – ed un allestimento che arriva a 12,85 kg in totale. Un risultato di tutto rispetto, fra i migliori per la categoria. E c’è sempre da considerare che stiamo parlando di una endurona con ruote da 29”. Poi c’è la solita ricercatezza di casa Santa Cruz; che da parte sua deve anche giustificare un prezzo, per la bici completa, che arriva a 9999€. Alto, molto alto. Scegliete voi se adeguato alla qualità o meno.

Qualcuno potrebbe obiettare sulla “pericolosità” della disciplina che mette a dura prova telaio e componenti ogni volta si esca e si calchi una discesa dissestata. Santa Cruz mette a disposizione la garanzia a vita su telaio e cuscinetti con servizio di crash replacement in caso di rottura per cause non coperte da garanzia. Ecco, se volete spendere bene i vostri soldi, fatevi ben spiegare cosa copre la garanzia.

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