Test: Specialized Allez Elite

Nel 2018, come siamo, trovo l’alluminio quella via di mezzo – forse da abbandonare – che alla fine non fa essere una bici né carne né pesce. È più leggero dell’acciaio, ma più pesante del carbonio; costringe a forme quasi obbligate del telaio, almeno per quanto riguarda la sezione dei tubi; e per ultimo, ma la caratteristica negativa più importante, trasmette fin troppe vibrazioni al ciclista, soprattutto a mani e schiena.

L’alluminio viene comunque sempre utilizzato dalle case produttrici di bici da corsa perché più economico del carbonio, essendo ormai abbandonato l’uso dell’acciaio. E di esempi ne troviamo a bizzeffe, soprattutto per quanto concerne le bici di fascia medio bassa, le entry level, tanto per chiarire.

La Allez Elite è una di queste; un nome che ormai ha fatto la storia del ciclismo, visto che il primo modello risale agli anni ’80. E adesso protagonista di un restyling che la fa assomigliare di più alle sorelle maggiori, specie la Tarmac. Una rinfrescata, ma sempre e comunque alla portata di molte tasche.

In primis è la geometria a cambiare leggermente: il tubo di sterzo è stato rialzato di 10mm, quanto basta per offrire una posizione in sella più rialzata e soprattutto rilassata, adatta alle lunghe pedalate e a chi ancora non è così allenato. Comodità data anche da foderi “droppati” e da ruote DT Swiss capaci di montare gli ormai comuni copertoni da 25. Se poi aggiungiamo una cassetta ad 11 velocità col pignone massimo da 32 denti ed una compatta davanti, comodo sarà anche salire le strade più impegnative.

E a proposito di gruppo, la Spec Allez Elite monta uno Shimano 105, freni caliper, ed una guarnitura Praxis Alba. Un misto non proprio entusiasmante, ma comunque migliore del Tiagra a 10 velocità che veniva montato nei modelli precedenti. Un misto che comunque lavora bene ed è affidabile, e buono soprattutto per tenere bassi i costi.

Novità anche per la gradevolezza dell’aspetto della Allez, che ora non ha più i cavi di freni e cambio a vista, ma ben integrati e nascosti nel telaio; tranne che nella zona dei foderi.

Ma come si comporta su strada la Allez Elite edizione 2018? Discretamente, direi. Discretamente rispetto ad altri modelli con telaio in alluminio, niente a che vedere, ovvio, con quelli in carbonio. Ma la forcella, questa sì in carbonio, trasmette buone sensazioni e dà sicurezza in discesa e nelle curve. La posizione di guida è comoda, come detto, rilassata sì ma non esageratamente. Ed il nuovo disegno dei foderi permette scatti abbastanza brucianti nelle ripartenze. Non male, per il prezzo che ha. Non male visto che la si può tranquillamente utilizzare anche per cicloturismo, grazie alla predisposizione per portapacchi – anteriore e posteriore – utilissima ma ben nascosta e quasi invisibile quando non utilizzata.

Il prezzo consigliato è di 990€; ottimo per una bici con queste caratteristiche. Da scegliere nella colorazione blu satinato/rosso.

 

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