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Test: Intense Carbine 29c

Un telaio interamente in carbonio; ad alto modulo, nella versione Super Light (SL) se decidete di spendere di più, o standard se invece siete più votati al risparmio. La differenza la fa – oltre al portafogli – una maggior leggerezza, unita ad una tecnica differente di costruzione. Ma se come la maggior parte delle persone non si è dei professionisti, rimanere nello standard ed “accontentarsi” non significa trovarsi tra le mani un carroarmato.

Perché l’ultima evoluzione della Carbine 29C si lascia guardare piacevolmente: linee aggressive, geometrie moderne, taglie lunghe e comode anche se con stem corti ed angoli più orientati verso una guida aggressiva. E componenti di qualità, anzi di alta qualità come il RockShox Super Deluxe RC3 come ammo, la Lyric RCT3 Solo Air da 160mm (ovvio, è sempre Rock Shox) all’anteriore e la trasmissione a 12 velocità della Sram, ovvero l’ultimissima Eagle versione XX1. E due colorazioni opposte, ma a loro modo belle ugualmente: la prima per i sobri nero e grigio accompagnati da un tocco cattivissimo di rosso fluo. La seconda, eccentrica e vistosissima che ricorda la divisa con la quale Sir Bradley Wiggins ha fatto suo il record dell’ora su pista: rosso fluo, blu ed il sempre pacchiano oro.

Ma al di là dei fattori meramente estetici, ciò che deve interessare maggiormente di una bici, in questo caso una mtb da Enduro, è il comportamento sul terreno. E Intense ha fatto un lavoro superbo col sistema sospensivo denominato JS Enduro – peraltro già introdotto con la Tracer. Sistema che si basa sul consolidato Virtual Pivot Point, ma che grazie a bielle più lunghe risulta essere decisamente più avanzato e performante nelle lunghe escursioni.

Quindi la Carbine è ottima in discesa; regala confidenza sin dai primi metri, è maneggevole ed immediata nei cambi di direzione, quasi fosse una 27.5”. Merito della rigidezza di telaio e carro; merito, anche delle ruote Enve M70 HV, rigide anch’esse, anzi granitiche, tanto da rendere la Carbine un bisturi preciso che disegna linee perfette senza mai una sbavatura. Ma anche se non lo sembra – per di più quando si pedala seduti, visto che non rende quella sensazione di “annegamento” fra le due ruote – questa è una 29 pollici. Il che si traduce in una facilità impressionante nel divorare tratti tecnici e passaggi sconnessi in discesa, così come i grossi ostacoli in salita.

Ed è proprio in salita che la Carbine 29C mi ha maggiormente impressionato: perché nonostante la vocazione prettamente enduristica, è comoda (sempre relativamente ad una Enduro) e permette di affrontare senza troppi patimenti i tratti di salita anche lunghi. Col JS Enduro che aiuta anche quando non è in posizione Pedal, garantendo alla bici una buona aderenza al terreno.

A chiudere il cerchio ci sono altri dettagli interessanti per questa Carbine: il reggisella telescopico Fox Transfer da 150mm di escursione, i freni Shimano XT, il passaggio cavi curatissimo tutto interno e nascosto, così come curate sono le varie protezioni al telaio. Insomma, vale l’acquisto? Direi di sì, anche senza andare a spendere per il carbonio SL (nel caso, l’esborso supera i 3mila euro). Ricordate però che è una Enduro e che nonostante le lodi cantate, quando si deve pedalare in salita, è bene avere un buon allenamento alle spalle.

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