Mtb

Il nuovo sistema Trailsync di Bmc

La vera novità in casa Bmc, almeno per quanto riguarda il settore mtb, si chiama Trailsync. Ho già avuto l’opportunità di testarne le caratteristiche quando ho provato la nuova Speedfox – per l’occasione in taglia M, con ruote da 27.5” ed escursione da 130 mm; adesso è il momento per vedere cosa, di così innovativo, ha questo Trilsync.

Trailsync che, per farla breve e facile, non è altro che un sistema di interazione fra reggisella (telescopico) e sospensione posteriore; in pratica, agendo con un singolo movimento tramite l’apposita leva sul manubrio, è possibile regolarli entrambi, perché si regolano all’unisono, sempre l’uno insieme all’altro. Sono due componenti separati, come al solito, ma che lavorano come se fossero uno.

La sospensione posteriore viene così frenata in compressione quando il reggisella è in posizione estesa, migliorando l’efficenza della pedalata in salita o nei tratti pianeggianti. Al contrario, quando si abbassa la sella, l’idraulica dell’ammo si apre, per il massimo della confidenza in discesa.

Il funzionamento del Trailsync avviene tramite un cavo meccanico con passaggio interno, per la migliore pulizia delle linee, così come avviene per i cavi del cambio e dei freni. Tutto rimane nascosto all’interno del telaio, se non per il finale del cavo, in basso sul tubo obliquo, nella sede dell’ammortizzatore.

Nello specifico, la corsa del reggisella telescopico è variabile a seconda della misura della bici: per la S – che monta ruote da 27.5” – questa è di 80 mm; per la M – che invece può montare sia le 27.5” che le 29” – si arriva a 100 mm. Infine, per la L, che monta solo le 29”, la corsa del reggisella è di 120 mm.

La regolazione “di fino” la si fa andando a tagliare a misura il tubo reggisella, grazie ad una scala graduata e al manuale Bmc che spiega per filo e per segno come fare. In più, per una rifinitura ottima, ci sono due teste del reggisella che permettono una variazione finale di 3 centimetri.

Quella del Trailsync è una trovata geniale, che risulta essere decisamente comoda durante le uscite in mtb, dove inerpicate micidiali e paurose discese si avvicendano, costringendoci a salire e scendere dalla nostra bici nei tratti più impegnativi e ripidi. In questa maniera, con un semplice movimento, anche le salite più dure diventano più accessibili, mentre le discese più immediate. Non importa più scomporsi, basta un dito, con entrambe le mani sempre saldamente sul manubrio, ed il gioco è fatto.

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