Gravel&Ciclocross

Test: Giant AnyRoad

Le linee incuriosiscono non poco. Sono qualcosa di diverso, più simili ad alcune mtb di fascia bassa, o a city bike comuni. Anche se la Giant AnyRoad non appartiene né all’una, né all’altra categoria.

Un enorme e lunghissimo tubo superiore a forma di arco, che parte dal tubo di sterzo e scende, scende giù fino ai forcellini posteriori. Quello che disegna è un telaio molto basso, che lascia spazio ad un insolito tubo reggisella, lunghissimo, che come caratteristica ha quella di potersi flettere avanti e indietro, in modo da controbilanciare le vibrazioni dettate dalle sconnessioni della strada.

 

Strada che non deve per forza essere in asfalto; AnyRoad, un nome che dice tutto. Perché questa bici è in grado di “calpestare” anche strade bianche o leggeri off-road. Non ché vie e viuzze delle nostre città, quelle che magari facciamo ogni giorno per recarci al lavoro. Comoda, grazie proprio a quella forma tutta sua che ha come vantaggio una seduta alta, quasi fiera, che non stanca la schiena. Ma ciò non significa che la AnyRoad debba rimanere relegata nelle mura cittadine o poco più. Anzi, è una bici che apprezza maggiormente nelle lunghe gite, perché è in grado di macinare chilometri in scioltezza, grazie anche a gomme di volume, ad un gruppo Shimano Tiagra solido e con una gamma di rapporti veramente per tutti (50-34 davanti, 11-32 dietro). Si può spingere nelle diritte, e si possono affrontare agevolmente anche i tratti più duri, perché no,  senza disdegnare anche qualche chilometro sulla ghiaia.

Per 1.299€ non si può pretendere di più. Il telaio è in alluminio (costruzione Aluxx tecnology, con alluminio 6061 single-butted, leggero e robusto allo stesso tempo), la forcella in carbonio, ed i freni sono sì a disco, ma idraulici no. C’è il solito cavo, ma funzionano discretamente, sono gli Spyre C di TRP ed hanno entrambi i pad attivi, ovvero che si muovono e si stringono intorno al disco quando si pinza la leva. Il ché si traduce in assenza di rumore – riscontrabile sugli unilaterali standard – oltre che ad una frenata nettamente migliore, grazie anche ai rotori da 160mm sia all’anteriore che al posteriore. Ah, dimenticavo: i freni si azionano anche da una coppia di leve aggiuntive, stile mtb, molto comode ed ergonomiche. Il concetto è quello tipico delle randonnée francesi anni ’60 e ’70. Un’altra particolarità che di sicuro colpisce.

 

Nel complesso la Giant AnyRoad è una bici che si lascia vedere, anche se va fatta un po’ l’abitudine a quella sua forma strana che al primissimo impatto piace, poi lascia qualche dubbio. Dubbio che torna una volta in sella perché la grande escursione del tubo sella si sente mentre si pedala. E’ una sensazione strana, non per questo però sgradevole. Ma tutto si dimentica col passare dei chilometri, vista la comodità di guida. Non è perfetta, tantomeno sull’asfalto, che alla fine non è proprio il suo terreno. Meglio uscire dalle statali e fare la campagna, i campi, le mulattiere. Qui sì che si apprezza veramente la AnyRoad. Qui la si vive a pieno.

 

1 risposta »

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.