Road

Test: Cannondale CAAD 12

Vi piace andare controcorrente? O siete tra quelli che ancora pensano all’alluminio quale materiale per le vere bici da corsa? In entrambi i casi la Cannondale CAAD farà al caso vostro. Una garanzia ormai da anni, arrivata all’undicesima edizione. Cannondale CAAD 12, è vero, ma solo perché il passo avanti rispetto alla 10 è così grande da far andare questo telaio due passi avanti – lo dichiara la stessa casa americana.

La costruzione, dai materiali alle saldature, è improntata esclusivamente sul risparmio di peso e sulla pulizia delle linee. Con un risultato di tutto rispetto nei confronti del più blasonato carbonio. Anche grazie alla “solita” forcella in carbonio, adesso accompagnata anche dal reggisella nello stesso materiale.

Il risultato è una comodità maggiore rispetto alla 10, grazie anche ad un altro piccolo accorgimento: la nuova CAAD 12 può ospitare tranquillamente anche copertoni da 28 – monta i 25 di serie. Anche per questo il movimento centrale è stato leggermente abbassato, in modo da compensare la maggiore altezza dei “gommoni”. Caratteristiche che si possono ritrovare nella sorella maggiore, la SuperSix EVO, che ha le stesse geometrie; ma un telaio in carbonio.

Ed è qui la vera differenza che sta tra la CAAD 12 e tutte le altre bici da corsa. Semplice, direte, il materiale è diverso. E’ vero, e materiale diverso significa sensazioni diverse in sella e per le nostre strade. E le sensazioni che regala la CAAD 12 sono le medesime che regala qualsiasi altro telaio in alluminio; il dolore alla schiena dopo poco tempo.

Due orette in giro per le strade (dissestate) delle colline fiorentine bastano per farmi rimpiangere il tanto caro carbonio. Non nego che le coperture da 25 ed il reggisella in carbonio aiutano a smorzare leggermente le asperità e i colpi, ma il livello della SuperSix è ben lungi dall’essere avvicinato. Vero anche, però, che sui tratti di asfalto liscio non ci si accorge di avere tra le mani un telaio in alluminio. Ma a trovarle le strade lisce!

Comunque, messo un po’ alla frusta, questo telaio in alluminio risponde bene ai cambi di ritmo, vista la sua rigidezza ma anche una leggerezza che non ha eguali su altri telai del medesimo materiale.

Rimane però il punto di fondo: ci troviamo di fronte un telaio in alluminio, non in carbonio. E le differenze, una volta sulla strada, si sentono eccome. A vantaggio dell’alluminio rimane un prezzo inferiore rispetto al carbonio, e per qualcuno non è affatto un elemento trascurabile. Per il resto – parere ultra personale – dovessi abbandonare il carbonio salterei direttamente all’acciaio.

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