Road

Test: Bianchi Infinito CV

Parola chiave CounterVail. Abbreviato viene CV. Sto parlando della caratteristica principale e fondamentale della nuova Bianchi Infinito, che porta proprio quel CV nel nome. Che vuole significare tutto, dal tipo di costruzione del telaio, alla vocazione della bici.

La Infinito CV è una bicicletta da endurance, pensata per tutti coloro che hanno la distanza come passione, più della prestazione e della velocità pura. Sinonimo di endurance, negli ultimi anni, è confort. E in casa Bianchi confort si dice – appunto – CounterVail, ovvero quella tecnologia nella costruzione dei telai che riesce, nella definizione da vocabolario, a cancellare le vibrazioni. Ora, cancellare proprio non le cancella, ma questo è anche ovvio. Ma una bella “smorzata” alle asperità della strada le dà eccome.

Nel mio personalissimo test, tra le strade che si elevano sopra Firenze, sono riuscito a portare a termine un test di una giornata intera. Dalle 8.00 di mattina fino alle 17.00 di sera – con pausa pranzo doverosa, ovvio. Ecco, e tra le asperità di queste splendide colline la Infinito CV si è comportata egregiamente. Non il top per quanto riguarda le bici endurance, ma sicuramente ad un livello elevato.

E’ leggera, pesa solo 7,8 kg (telaio in carbonio, così come la forcella, ma ruote Fulcrum Racing 5, non proprio il massimo in quanto a leggerezza); e pur se ha una geometria leggermente più “lunga” rispetto alle sorelle più corsaiole quali Oltre e Specialissima, in salita è scattante, pronta, risponde bene quando si sale sui pedali. E grazie alla scorrevolezza delle Racing 5 l’asfalto scorre via che è una meraviglia. Caratteristiche che si ritrovano poi pari pari anche in discesa e nei tratti vallonati, o di falsi piani. Con l’aggiunta di una maggior comodità, che si apprezza soprattutto col passare dei chilometri e, soprattutto, delle ore. Le buche vengono assorbite, la rugosità dell’asfalto a volte neanche si sente. Segno che i tecnici di casa Bianchi hanno fatto un buon lavoro; ma che tuttavia si può ancora perfezionare. Il che lo si spiega, forse, col fatto che la Infinito CV è si una bici endurance, ma non totalmente.

Guardandola non si può non apprezzarne le forme; è bella, sinuosa, il colore classico Bianchi, poi, è splendido. E’ ben rifinita, monta componenti di prima qualità come il gruppo Campagnolo Potenza, ad 11 velocità, 50/34 davanti ed 11-29 dietro. Poi ci sono i dettagli di rifinitura marchiati Reparto Corse, come il gruppo manubrio/pipa ed il reggisella, sul quale siede una comoda Fizik Aliante.

Cosa cambierei di questa bici? Le ruote, in primis; ve ne sono di mogliori, anche con budget non esagerati. E visto il gruppo cambio Campagnolo, perché non puntare proprio su ruote di questa stessa marca, con gioia per il Made in Italy. Infine – ma questo è un parere personale – forse avrei dato alla Infinito CV una verve totalmente endurance, lasciando stare le vie di mezzo che non sono “né carne né pesce”. Se carne è la velocità e pesce è la distanza, la Infinito CV in questione è comunque più simile ad un pesce.

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